25 anni, un quarto di secolo!!!

25 anni, un quarto di secolo! Sembrano tanti! Di fatto non lo sono! Senza barba ne dimostro tranquillamente 16!
Sono stato inondato di auguri e volevo ringraziarvi tutti quanti perché ognuno di voi è importante per me!



I 25 sono un’età in cui non si capisce se si è entrati nel mondo dei grandi o si è ancora in quello dei piccoli. Se fossimo in una tribù africana sarebbe più facile rispondere perché avremmo un rito di iniziazione che dimostra a noi e agli altri il raggiungimento dell’età adulta.

Nella società di oggi il dubbio permane.

Quale è quell’elemento che segna l’età di passaggio? E se ci fosse, ha poi senso la sua individuazione visto che ognuno di noi è diverso dall’altro? Ecco che ponendomi queste domande credo di aver trovato dove si trova la nostra grandezza: è in noi. Sono grande ogni volta che faccio qualcosa che mi piace e che mi emoziona. Cosa mi emoziona? Sarei piccolo se rispondessi a questa domanda perché la vera grandezza è imparare a rendere conto solo a noi stessi.

Gli altri sono certamente importanti, perché la grandezza è maggiore se ci viene riconosciuta ed apprezzata, ad una condizione però: dobbiamo meritarcela! Viene spontaneo chiedersi chi deve riconoscere un merito. La risposta è ancora in noi. Si è grandi quando diveniamo consapevoli di ciò che facciamo e degli obiettivi raggiunti; soprattutto è basilare raggiungerli in maniera onesta, sincera e non denigrando l’altro. Non sempre raggiungiamo ciò che desideriamo, e non per questo siamo piccoli, o meglio, lo siamo se smettiamo di crederci: se ci arrendiamo.

La nostra grandezza sta nel coraggio, nella voglia di fare, nel non abbattersi e soprattutto nel lottare. Nel combattere per quello che fa bene a noi, non agli altri perché “niente c’invischia di più in mali peggiori che l’adeguarci al costume del volgo, ritenendo ottimo cui che approva la maggioranza, e il copiare l’esempio dei molto, vivendo non secondo ragione ma secondo la corrente”. È Seneca che ha appena parlato!



Quanto appena letto può profumare di un sano egoismo, ecco che allora nel cercare la nostra grandezza dobbiamo rimediare aiutando anche gli altri nel raggiungere la loro. A volte basta solo un sorriso o una semplice e giusta parola per migliorare la giornata dell’altro. Mai gioire delle disgrazie altrui; bensì nostro compito è alleviarle, come possiamo.

Il mondo, la vita, il tempo è uno solo. Noi siamo di passaggio. Pensiamo ad organizzare il nostro per rendere il posto in cui viviamo migliore! Infine plasmiamo i nostri comportamenti affinché con essi lasciamo un bel ricordo a tutti quelli che incontriamo!

Ricordi belli che tutti voi avete lasciato in me! Grazie per gli auguri!

Se qualcuno vuole leggere qualche altro articolo: Marina Ripa di Meana e le sue tante vite, Lillo Zucchetto: da Sutera agli agrumeti di Ciaculli

Pietro Alongi

In foto: la mia famiglia

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Una risposta

  1. 11 Luglio 2018

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