Benvenuto a Mirabello don Enrico!

E’ sabato pomeriggio, la chiesa di Mirabello è stracolma di persone e sul sagrato ce ne sono una quarantina. La nostra Enrica mi passa il microfono e “quando hai finito di parlare mi ridai il microfono perché devo fare da guida”. Manca la stola ed ecco che Monica corre in chiesa a prenderla.



“Buongiorno Eccellenza”, “Buongiorno”. “Ah, c’è anche il Sindaco”. “Ciao Massimo, non sapevo venissi”, “Ciao Pietro, caspita, quanto hai scritto!”. Don Nicolas, segretario del Vescovo, mi dà qualche dritta per il discorso: “Allora prima dice qualche parola il sindaco e poi parli tu, ti do del tu, scusami”.

Parla il Sindaco e poi parto io, sono molto emozionato! Riporto integralmente il discorso perché so che molti non sono riusciti ad ascoltarlo, il racconto continua sotto.

“A nome della comunità di Santa Maria Assunta in Mirabello e di Santa Maria della Scala porgo rispettosi saluti al nostro Vescovo Corrado, ai reverendi sacerdoti e un caloroso, forte e sentito abbraccio al nuovo parroco don Enrico Rastelli.

Ai familiari- la mamma su tutti- e agli amici di don Enrico, e ai parrocchiani dell’unità pastorale di Cura Carpignano, un saluto colmo di gratitudine per essere qui presenti a condividere insieme questo momento di gioia che è significativo per la vita delle nostre parrocchie e per ciascuno di noi.
Caro don, con umiltà e semplicità vogliamo esprimerti il nostro affetto fraterno per il nuovo ruolo che andrai a ricoprire.

Con il tuo arrivo siamo pronti a una nuova vita di collaborazione e di aiuto reciproco in cui tu sarai la nostra guida, il nostro pastore. Insieme desideriamo crescere avviandoci a un cammino di reciproca conoscenza e fiducia il quale prevedrà soprattutto all’inizio, un periodo di paziente accoglienza delle diversità di ciascuno, facendole proprie non come un ostacolo bensì come momento di confronto in cui rimetterci in gioco.

A nome delle nostre comunità mi preme dirti che in questo cammino, i nostri punti di partenza ed i tuoi, saranno gli stessi. Nessuno di noi dovrà e vorrà primeggiare, nonché partire da una posizione di vantaggio. Anzi, colgo l’occasione per rivolgere un breve appello anche alla nostra comunità: se qualcuno intende partecipare alla vita d’oratorio e della chiesa, donando un po’ di tempo e mettendo a disposizione i propri talenti, perché tutti ne abbiamo qualcuno: diamoci da fare insieme! La Chiesa e l’oratorio sono di tutti e non devono mai essere appannaggio di pochi o di qualcuno.



Caro don Enrico, da oggi, partiamo assieme a te e sarai tu a condurci e guidarci. E se ci sarà bisogno di un richiamo, non avere paura; anzi, abbonda, i “no”, lo sappiamo, sono educativi.
E’ già da qualche settimana che abiti qui e avrai avuto modo di apprezzare i nostri spazi: innanzitutto le chiese parrocchiali, poi le aule, i bar, saloni, palestre, sale giochi e campi da calcio. Ci auguriamo che essi vivano e che siano sfruttati, frequentati, partecipati.

L’oratorio può avere una forte valenza sociale ed essere una sana palestra di vita soprattutto per i bambini e gli adolescenti, le parti più fragili della nostra società. Ci auguriamo che la parrocchia sia sempre uno spazio di formazione in cui si ha necessariamente e costantemente bisogno della guida di persone adulte che siano da esempio per i più giovani. Sentiamo dire ovunque che “la società di oggi è permeata da un forte individualismo”, sarà anche vero. Ma la società di oggi siamo noi, a noi il compito di migliorarla, per noi e soprattutto per chi verrà dopo di noi.

Nel cammino che ci attende dobbiamo essere il più inclusivi possibile e attenti a tutte le realtà. Ho menzionato bambini, adolescenti, adulti. Ebbene, ricordiamoci anche degli ammalati e degli anziani che nella nostra vita parrocchiale devono essere una presenza costante e di supporto per tutti noi; impariamo a cercare in loro quella saggezza che solo una certa maturità regala!

Caro don, immaginiamo che tu, in questo periodo, senta quella sana inquietudine legata alla novità ed alla fatica di ricominciare un ministero pastorale in un posto nuovo. È doveroso farti sapere che noi tutti condividiamo e condivideremo assieme a te queste fatiche. Non sentirti solo e se hai bisogno di qualunque cosa ci troverai: noi ci siamo!

Caro don ti sarai reso conto che in questo discorso non ho direttamente menzionato Dio, la persona più importante che ci riunisce qui e a cui ci ispiriamo nelle nostre azioni. Farcelo incontrare, testimoniandoci la sua presenza, è ciò che più ti chiediamo.
Come vedi, il cammino che ci attende è lungo e tortuoso…direi che è il momento di mollare gli ormeggi e partire!

Prima però, poiché ti accogliamo proprio nel giorno in cui la Chiesa Universale celebra la Giornata Missionaria Mondiale, vogliamo farti dono di una stola, realizzata proprio in terre missionarie, te la poniamo sulle spalle a voler simboleggiare non solo la nostra comunità, con tutte le sue forze e le sue debolezze, ma idealmente anche tutti i popoli del mondo, specialmente quelli delle periferie.

Don Enrico, benvenuto di vero cuore!”

Don Enrico, alle cui spalle ha la stola postagli da Angela, assieme al Vescovo e a tutti gli altri sacerdoti entra in Chiesa. La funzione ha inizio, non la descrivo perché non ne sono in grado. Faccio parlare le foto del grande Davide Barbieri che mi ha permesso di condividerle assieme a voi.

        

  

Conclusa la Santa Messa ci attende un grandissimo rinfresco preparato dalle nostre preziose donne!

E’ stato sì un momento naturale della vita della Chiesa ma per noi tutti è stato davvero un gran giorno e momento di gioia. Si è sentito molto il senso di comunità e si percepiva tanta voglia di novità.

Ieri mattina ho poi fatto un salto all’insediamento ufficiale di don Antonio, si è confermato un grandissimo oratore e si è molto commosso. All’uscita dalla chiesa i giovani gli hanno fatto scoppiare quei tubi con dentro i coriandoli, seguiva un pranzo con 200 persone.

A tutti e due i preti un grande abbraccio per il nuovo cammino!

Qui potete vedere le foto della Messa di saluto a don Antonio mentre qui quelle dell’ Ingresso di don Enrico

Pietro Alongi

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Una risposta

  1. 28 Ottobre 2017

    […] del Signorpietroblog? Benvenuto don Enrico! e Quel tizio magro coi denti rotti. Da ascoltare: Fenomenale della Nannini, Non è vero di […]

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