Domani è un altro giorno, si vedrà!

Il bilancio di fine anno ho scoperto che è una pratica che non tutti fanno; in effetti siamo persone, non aziende.

Oggi è uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita, bilancio che non ho quadrato mai, Posso dire d’ogni cosa Che ho fatto a modo mio, Ma con che risultati non saprei…

Così cantava Ornella Vanoni nel 1971. Il testo, scritto da Giorgio Calabrese, è pieno di significato. Si parla della vita e della difficoltà che ognuno di noi ha nell’interpretarla. Una vita piena di dubbi dove non si sa se quello che si sta facendo è la cosa giusta; c’è una certezza: ciò che si fa viene fatto a modo nostro. E questo già vuol dire tanto. In una società che ci vuole in un certo modo prestabilito riuscire a fare ciò che si vuole non sempre è facile. Se ci pensate è più comodo nascondere il nostro essere per conformarlo alla società anche perché quando le cose sono fatte a modo nostro a volte i risultati ci appaiono poco chiari.

E il risultato che cosa è? Riporto la definizione di risultato: “Ciò che risulta come esito definitivo e conclusivo di un’azione”. E in questo caso l’azione quale è? Se è la vita allora i risultati devono essere parziali; solo con la morte, cioè quando l’azione è finita, si possono trarre le conclusioni con risultati definitivi. E quindi bisognerebbe vedere i risultati di ora come parziali e con la capacità di contestualizzarli in un periodo di tempo limitato, consapevoli che ogni evento deve essere visto come una parte di un progetto più grande e completo.

E non mi son servite a niente, Esperienze e delusioni, E se ho promesso, non lo faccio più. Ho sempre detto in ultimo, Ho perso ancora ma, Domani è un altro giorno, si vedrà.

La canzone è Domani è un altro giorno e già nel titolo si capisce che è piena di speranza. Quante volte ci siamo detti di non fare più una determinata cosa? Quante volte dalle esperienze e dalle delusioni non abbiamo imparato niente? Quante volte abbiamo perso? Non disperiamo, domani è un altro giorno, si vedrà.

Il testo va meglio contestualizzato; oltre a essere pieno di speranza parla di un amore che se ne è andato: È uno di quei giorni che, Ti prende la malinconia, Che fino a sera non ti lascia più. La mia fede è troppo scossa ormai, Ma prego e penso fra di me, Proviamo anche con dio, non si sa mai. E la tristezza è brutta, specie quando inizia al mattino e fino alla sera non ti lascia più. “E il naufragar mi è dolce in questo mar…” scriveva Leopardi ne L’Infinito. La tristezza non la vuole nessuno. Eppure c’è, in tutti noi. La tristezza è il buio; l’oscurità ci fa paura. Il buio che cosa è? E’ l’opposto della luce. E se c’è il buio vuol dire che deve esserci anche la luce; magari non si vede, ma c’è e dobbiamo avere fede perché Domani è un altro giorno, si vedrà.

È uno di quei giorni che, Tu non hai conosciuto mai, Beato te, si beato te. Io di tutta un’esistenza, Spesa a dare, dare, dare, Non ho salvato niente, neanche te. Qui sono un po’ in disaccordo, i giorni tristi li hanno conosciuti tutti. Dobbiamo avere l’umiltà e la consapevolezza che negli eventi non siamo soli a soffrire e che potenzialmente, chiunque, ha qualche sofferenza. Impariamo a chiedere aiuto, a parlarci e ascoltarci. Un’esistenza spesa a dare, dare, dare è una vita vissuta bene. Dare è meglio che ricevere. In questo caso si dà amore. Ed è meglio amare o essere amati? Ricordo di aver appuntato nel mio quaderno degli aforismi che “Amare è meglio che essere amati perché è molto più sicuro”. E’ così. A volte però sentiamo proprio il bisogno di essere amati. Madre Teresa di Calcutta diceva che “Il vero amore deve far sempre male. Deve essere doloroso amare qualcuno, doloroso lasciare qualcuno”, e quanto è bello potere amare qualcuno? Solo chi ama veramente può comprendere queste parole.

E non c’è niente di più triste, In giornate come queste, Che ricordare la felicità, Sapendo già che è inutile, Ripetere: chissà? Domani è un altro giorno, si vedrà.

Le strofe della canzone non sono in ordine; quella sopra riportata era all’inizio ma la voglio mettere alla fine. Quando si assapora la felicità e poi la si perde, è davvero triste ricordarla perché fa male. Si ha la consapevolezza che è inutile aspettarsi che ritorni. Ma nonostante tutto, Io non rinuncio a credere, Che tu potresti ritornare qui. E come tanto tempo fa, Ripeto: chi lo sa? Domani è un altro giorno, si vedrà.

Quel “nonostante tutto” è la chiave di interpretazione. Nonostante tutte le avversità Domani è un altro giorno, si vedrà.

Non voglio fare il bilancio del mio 2019. Brevemente posso dire che è stato un anno di cambiamenti, di crescita e anche di perdite.

Parlando di lavoro a inizio anno, con piena gioia e gratitudine, ho ricominciato a collaborare con Trovaprezzi e da qualche mese a questa parte sto insegnando in una scuola superiore: ho conosciuto tanti ragazzi splendidi che hanno il grande bisogno di essere ascoltati e non perdo mai occasione di dire loro che ce la possono fare, in tutto. Parlerò un giorno di questi ragazzi che sono meglio di quanto mediamente pensiamo. A fine maggio, a Pavia ci sono state le elezioni comunali e grazie alle 228 preferenze ricevute sono stato eletto come consigliere comunale: una grande soddisfazione che mi sta dando tanto e in cui ho molto da imparare; la macchina comunale non è affatto semplice e da dentro è tutta un’altra cosa.

Il 2019 è un anno in cui ho portato avanti le mie passioni come il volontariato in oratorio, non sono più “il barista della domenica mattina” ma aiuto Michela nel catechismo con i bambini di quinta elementare, tra l’altro a maggio hanno ricevuto la prima comunione ed è stato emozionante; ho preso parte come sempre alla sagra e alla commedia dialettale. Con l’Associazione Mineralogica e Paleontologica Pavese abbiamo realizzato una fiera stupenda e per fine marzo c’è già in calendario la prossima edizione.

Nel mio privato ho riscoperto l’amore per la lettura e, grazie alla Patti, ho conosciuto Bukowski. Sto guardando molte serie tv e ascolto musica su vinile concentrandomi sui testi. Ho studiato più a fondo il mio Rino Gaetano e ho una nuova passione per Carl Brave. Come sempre c’è il giardinaggio e sono riuscito a piantare qualche bulbo sporcandomi le mani di terra; era da un po’ che non lo facevo. Ho creato una nuova sezione su questo blog che informa sull’attività in Consiglio Comunale; purtroppo sul blog non sono riuscito a pubblicare tutto quello che avevo in mente e quest’anno le visualizzazioni sono state di 5597 contro le 6018 dell’anno scorso. Uno degli articoli più letti è quello di Lillo Zucchetto e da Google Analytics ho scoperto che è stato letto da qualcuno che si è collegato dalla rete del segretariato generale del Presidente della Repubblica e poi dalla rete della presidenza del consiglio dei ministri!  

Questo è stato un anno in cui ho conosciuto tantissime persone nuove e ho rafforzato vecchie conoscenze. Un anno dove i miei amici di sempre sono stati tanto presenti; si sono laureati gli Onofri, la Lara, Marco e Andrea: la loro gioia è anche mia.

Un anno che è terminato senza Giulia, non stiamo più insieme dopo sei anni. Si è laureata anche lei ed è stata bravissima; quel giorno mi ha emozionato molto. E’ stato un anno dove forse sono stato un po’ distratto, da tante cose: il lavoro, la campagna elettorale, il partito, l’oratorio, l’associazione mineralogica. Ammetto di avere esternamente trascurato chi mi era più vicino ma dentro, anche ora, io provo lo stesso amore di prima. Però, nel grande mare della vita ognuno è libero di andare dove vuole e non bisogna trattenere nessuno.

Un anno dove i miei genitori ci sono sempre stati: non sono il figlio perfetto, ma quasi! Ahahah!

In questi ultimi mesi ho imparato meglio la regola della partita doppia che Frate Luca Pacioli ha teorizzato: “tutte le partite che si mettono al Libro debbono essere doppie, cioè se tu fai uno creditore, devi farne uno debitore”.

Ecco, nella vita dobbiamo fare così. Di ogni evento non dobbiamo limitarci a cogliere solo l’aspetto negativo ma dobbiamo essere capaci di vederne e soprattutto di cercarne quelli positivi. Ogni tristezza nasconde una felicità e ogni felicità ha un aspetto triste.

Ho fatto anche pace con il passato e sono tornato a parlare con una persona che avevo evitato per anni.

Il nuovo anno è la naturale prosecuzione di quello che sta per terminare. La felicità, la gioia e tutti i sentimenti positivi sono facili. La vera forza, viene fuori nelle avversità.

Per il nuovo anno, auguro a me e a tutti voi di non perdere mai la speranza per qualcuno o per qualcosa perché Domani è un altro giorno, si vedrà!

Pietro Alongi

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