Festival di Sanremo, super Berté

Il Festival di Sanremo lo guardo da quando sono bambino. E’ un appuntamento fisso a cui non posso mancare, ricordo i tanti presentatori come Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Fabio Fazio e il mitico Raimondo Vianello, il mio preferito. La Ventura, la Clerici, la Parietti, l’Autieri e potrei andare avanti all’infinito. Tra i cantanti mi rimangono ancora impressi i capelli leopardati di Annalisa Minetti e le mutandine di Anna Oxa.

Sono sempre stato dell’idea, e continuo ad averla, che a presentarlo deve essere un presentatore di professione ma Claudio Baglioni anche se non lo è, mi è piaciuto. Da ricordare che comunque lo presentò già l’anno scorso e aveva avuto un’altra esperienza televisiva con Fabio Fazio nel programma Anima Mia.



Virginia Raffaele, anche lei, non mi sembra fatta per presentare, il suo compito è quello di farci ridere. Clamorosa la gaffe in cui manda un saluto ai Casamonica, ma ci può stare, tutti sbagliamo. Lei è bellissima e i suoi vestiti di più, Armani è Armani.

Presto per dirlo, ma l’uomo azzeccato è Claudio Bisio, è bravo. Superata la commozione dei primi minuti, si è subito sciolto, sa fare televisione. Vorrei poi dire che nel 1991 fu in testa alle classifiche col brano rap Rapput, musicato da Rocco Tanica di Elio e le Storie Tese. Chissà se ce lo canta.

Andiamo ai cantanti. Francesco Renga è il primo a esibirsi, Nek è il terzo: per loro il tempo si è fermato, sempre uguali, sia nel fisico che nel modo di cantare. Nino d’Angelo con Livio Cori si esibiscono per secondi, li riascolterò. Gli Zen Circus hanno una canzone piatta, tutta uguale, stesso ritmo, la scenografia è bella: sì agli sbandieratori/militari col cuore rosso. Il Volo hanno una voce ottima, la canzone non so, mi sono appuntato questo pezzo: “siamo il sole in un giorno di pioggia”, banale per ora.

Loredana Berté è immensa. E’ la Regina del Festival, per me deve vincere. “Cosa ti aspetti da me?” è la canzone scritta per lei da Gaetano Curreri, voce degli Stadio e grande paroliere (Vasco), Piero Romitelli, cofondatore dei PQuadro (su YouTube qualche sua canzone della colonna sonora di High School Musical 2) e Gerardo Pulli, vincitore di Amici 11. Loredana Bertè si presente con la sua solita mise in cui non si capisce mai cosa indossa, era un vestito? Una giacca? Non lo so. Può essere, come è solita fare, che se lo sia disegnato lei. Immancabile la borsettina a tracolla e i suoi tronchetti neri. Capelli azzurri da quando è ritornata alla ribalta con “E’ andata così” scrittale da Ligabue. Mancavano gli occhiali neri. La sua presenza scenica è unica: è ferma, costantemente ferma, ma ogni tanto si muove, impossibile non notare quando si tocca le gambe e si alza la gonnellina. 68 anni ma le sue gambe sono ancora rock. La voce è graffiante, di carattere, esprime come sempre la sua passione e la sua rabbia per un amore che forse non ha mai trovato.

Arriva Andrea Bocelli, primo super ospite della serata, canta “Il mare calmo della sera” e ricorda la sua esibizione di 25 anni fa. Poi arriva il figlio Matteo e i due cantano “Follow me”, bravi.

La prima parolaccia ce la regala Daniele Silvestri con la sua canzone “Argento vivo”, il testo è importante. Ci parla del disagio dell’adolescenza “Ho sedici anni e vivo in un carcere, Se c’è un reato commesso là Fuori, È stato quello di nascere”. Silvestri pare parlare e non cantare, la forza di questa canzone, però, sono proprio le parole. Bravo Rancore, il rapper che canta assieme a lui, e dà un po’ di brio a una canzone che forse non ha bisogno di essere briosa ma solo colta nel suo messaggio più profondo.

Bisio irrompe con la sua comicità, delicata e profonda. Tramite i testi di Baglioni tratta, devo dire con eleganza e in un modo nuovo, non scontato, il tema dei migranti. Bravo, bravo, bravo.

Federica Carta e Shade portano un po’ di bella gioventù, la loro canzone, che non ricordo ora, di sicurò passerà molto in radio così come quella di Ultimo. Torna Pierfrancesco Favino che si lancia in un musical con la Raffaele, bravi, ma per me potevamo farne anche a meno. Finalmente Virginia Raffaele imita brevemente la Hunziker, e qui sì che per pochi secondi apprezziamo la sua totale bravura.

Paola Turci ci presenta una canzone che per me è la più sanremese di tutte, poi arriva Motta con “Dov’è l’Italia?”. Un altro successo in radio sarà la canzone dei Boomdabash, scritta, tra i tanti, anche da Mogol.

Poi arriva Briga con lei, la bambola Patty Pravo, dai movimenti robotici però. Camminare coi tacchi a 71 anni non deve essere il massimo, gli acciacchi li avrà anche lei. Certo è che ci ha abituati a vederla in un altro modo, abiti eleganti, acconciature ricercate e i movimenti che accentuano quell’aria da diva che ha e che è. Non mi sono piaciuti i suoi capelli, spero di non rivederla coi rasta. Qualche problema di audio al punto che Patty, facendo ridere tutto il pubblico, esclama: “ma sono venuta a fare una passeggiata o a cantare?”. La voce è quella di sempre, è maestosa, è Patty Pravo, e Briga è Briga, può solo accompagnare e, perdonate la cattiveria, mi sembrava il suo accompagnatore o, forse meglio dire, il suo badante.

Simone Cristicchi ha presentato il suo mologo in cui “l’impresa più grande è perdonare se stessi”. Devo riascoltarla.

Claudio Baglioni ricorda Fabrizio Frizzi, un grande, col suo sorriso contagioso. Il pubblico si alza, applaude, e lui manda la pubblicità. Un momento alto di televisione e di storia del nostro paese, perché Frizzi è storia del nostro paese, viene interrotto da una pubblicità che a questo Festival mi è sembrata troppo presente e invasiva, peggio di Mediaset.

Giorgia, altra super ospite, bravissima. Vi confesso che non solo mi è sembrata come “fatta”, ma in senso buono è, era bella euforica e carica al punto che, secondo me, voleva farsi pure Baglioni!

Si fa tardi ma resisto, Achille Lauro continua a ripetere Rolls Royce, Arisa canta “Mi sento bene” e i Negrita aggiungono che anche “I ragazzi stanno bene”.

Credo di essermi addormentato e non aver visto Ghemon, Einar e gli Ex Otago. Mi risveglio e vedo la bellissima Anna Tatangelo con un vestito semplice e di gusto, per me lei è la più bella della serata. La vidi dal vivo in Sicilia e vi assicuro che è bellissima. La canzone è in pieno stile sanremese, come lei.

Appena Anna esce rientro nel dormiveglia: Irama, Nigiotti e Mahmood dovrò riascoltarmeli. La prima puntata è durata troppo. Mi risveglio con la classifica in cui tutti i giovani rap/trap o presunti tali sono nella zona rossa.

Interessante sono le visualizzazioni su YouTube. Con 431 mila visualizzazioni troviamo Ultimo, segue Irama con 256 mila e Cristicchi con 238 mila; questo è il podio. Il Volo con 231 mila, Achille Lauro con 200, Bertè con 167 mila, Carta e Shade 148, Silvestri 118, Arisa 112 e Nino d’Angelo con Livio 100 mila.

Alla prossima,

Pietro Alongi

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