Pandora: tra l’errore del marketing e tanti stereotipi

Il testo di una pubblicità, frutto del marketing di Pandora, che tanto sta facendo parlare, recita:

UN FERRO DA STIRO, UN PIGIAMA, UN GREMBIULE, UN BRACCIALE PANDORA

SECONDO TE COSA LA FAREBBE FELICE?

Prima di sentenziare anche io, preferisco ascoltare i pareri degli altri: non per farmi influenzare ma per capire meglio osservando con altri occhi. Ognuno di noi coglie un qualcosa di diverso nelle cose e unendo i pareri di tutti, si può avere un’idea più completa.



In questo caso, poiché la pubblicità riguarda gioielli femminili, ho deciso di fare un sondaggio con le donne che ho salvato in rubrica e con alcune amicizie di Facebook. Non l’ho mandato a tutte, ma solo a quelle che hanno un’età che va dai 16 ai 31 anni. Ho escluso le altre perché mi interessa sapere il parere delle donne della mia generazione.

A loro, mandandogli la foto che vedete qui, ho posto una domanda: “Posso sapere cosa pensi vedendo questa pubblicità di Pandora?”. Ho mandato il messaggio sabato sera e ho atteso le risposte fino alle 14 di oggi, quindi, pur avendo mandato il messaggio a tante ragazze, mi hanno risposto solo in 34, a loro un grazie particolare!

I dati li riporto rapidamente: 9 ragazze mi hanno detto che per loro questa pubblicità non ha senso e che non sono state particolarmente colpite, 1 ragazza mi ha detto che è una pubblicità misogina, 5 mi hanno detto che è maschilista, altre 5 che è sessista, per 12 rappresenta lo stereotipo della donna in cucina, 2 mi hanno detto che la pubblicità è anacronistica, brutta e fatta da ignoranti.




Stereotipo, misoginia, maschilista, sessista. Riporto i loro significati:

Stereotipo: Idea preconcetta, non basata sull’esperienza diretta e difficilmente modificabile.

Misoginia: Avversione, specie nell’uomo, nei confronti delle donne.

Maschilismo: Atteggiamento per cui l’uomo si reputa superiore alla donna in contesti sociali e privati.

Sessista: Che ribadisce la discriminazione dei sessi.

Tra le 34 che hanno risposto, 20 hanno aggiunto qualcosa. 2 hanno detto che la pubblicità ha l’uomo come destinatario perché gli uomini non sanno fare i regali. 5 dicono che Pandora non è paragonabile agli altri prodotti. Per 3 Pandora è qualcosa di speciale mentre 2 non amano i gioielli. 3 ragazze hanno commentato la tecnica pubblicitaria dichiarandola non adeguata alla giusta pubblicizzazione del prodotto e 2 hanno detto che il font e i colori non sono belli. 3 hanno proposta un’alternativa al regalo: un biglietto aereo, un libro cartaceo e un viaggio.

Oscar Wilde avrebbe detto “bene o male, purché se ne parli”. E qui, Pandora, ha sicuramente vinto. Tutti ne stanno parlando e ha destato l’interesse pure delle maggiori testate giornalistiche italiane. Tra le 34 intervistate, badate, la mia campionatura è piccola, nessuna mi ha chiesto “cosa è Pandora”, tutti la conoscono e quindi è un marchio ben impresso nella mente.

Qualche ragazza mi ha detto che quella pubblicità è stata argomento di discussione con il loro rispettivo partner ed è sana come cosa. Di questi ragazzi, uno ha detto che gli ricorda la donna anni ’30, mentre l’altro è che è stata fatta perché gli uomini non sanno fare i regali.

Mi servo ora di una delle 4 parole cercate sul dizionario: stereotipo. Che l’uomo non sappia fare i regali è uno stereotipo e non si abbatte lo stereotipo femminile tirandone fuori uno maschile. Lo stereotipo è sempre sbagliato per qualunque sesso si tratti.

Tiro fuori un’altra parola: sessista, quindi discriminazione dei sessi. “SECONDO TE COSA LA FAREBBE FELICE?” è la domanda il cui destinatario abbiamo pensato tutti essere un uomo perché è l’uomo che regala un gioiello alla persona a cui è legato sentimentalmente. E perché non potrebbe essere una donna a regalare un Pandora a un’altra donna? Tra una donna e un’altra donna ci può essere amore. E no, non parlo dell’amore di un’amica, della mamma, di una sorella o della zia. Parlo delle lesbiche, le donne omosessuali che si amano e praticano l’amore, anche loro. Dire che una coppia può essere solo formata da un uomo e una donna è un altro stereotipo. Ed è pure stereotipo dire che è l’uomo che regala il gioiello alla donna!

Pubblicità maschilista: lo è davvero? Il ferro da stiro, il pigiama e il grembiule sono solo cose da donne? L’uomo se le usa perde in virilità? E poi perché l’uomo deve essere virile? Perché l’uomo deve essere forte per forza? Indosso il pigiama e cucino (senza grembiule) e non per questo mi sento meno uomo. Ancora non ho imparato a stirare e per me è una lacuna. Dirò di più, non sono nemmeno fisicamente forte e non per questo mi sento meno uomo. E allora chiedo: cosa vuol dire essere uomo? Anche qui, tanti stereotipi.

Misoginia: avversione dell’uomo nei confronti nelle donne. Questa poi, che parola è? Cestiniamola. Perché io uomo devo essere avverso nei confronti delle donne?




Non esprimo un giudizio sul mini sondaggio perché ognuno la pensa come vuole. Per me, questa pubblicità è innanzitutto un errore del marketing di Pandora. Per prima cosa non hanno centrato il target: Pandora è un marchio nato in Danimarca negli anni ‘80 i cui gioielli sono indossati prevalentemente dalle ragazze giovani e non dalle loro nonne o bisnonne, target su cui questa pubblicità avrebbe fatto sicuramente breccia.

L’azienda si scusa dicendo che sono stati fraintesi perché con quel messaggio volevano far intendere che il ferro da stiro, il pigiama e il grembiule sono regali non graditi. Anche qui c’è un altro stereotipo: perché un grembiule, un pigiama o un ferro da stiro non può essere un regalo gradito? Che poi, guardando i bilanci, Oysho nel 2014 in Italia ha fatturato 416 milioni di euro, Pandora nel 2016 ha toccato quota 265 milioni. Purtroppo gli anni non sono gli stessi, ma credo proprio che si vendono più pigiami Oysho che Pandora.

Pandora dice che la pubblicità nasce da una indagine di mercato in cui dice che la maggior parte di donne riceve regali non graditi “per cui diciamo NO a pigiami, ciabatte e frullatori ma SI’ ai gioielli che amiamo”. Insomma, si arrampicano in tutti i modi per difendere quella che è solamente una pubblicità sbagliata, non riuscita. Nel marketing spesso si crede che basta provocare per riuscire nel proprio intento. In questo caso la provocazione è fuori tempo, è datata, lontana anni luce dalla società di oggi in cui noi giovani uomini e giovani donne abbiamo sempre meno stereotipi.

Tutto quello che anni fa era stereotipo è già stato messo in discussione e oggi è la normalità delle cose. Chi oggi è sessista, maschilista e vive di stereotipi è vecchio e fermo come la pubblicità di Pandora.

Badate bene, questo vale tanto per il maschio quanto per la donna. Anche le femministe agguerrite sono ormai obsolete e un lontano ricordo.

Cari uomini e donne di ieri, le giovani donne di oggi sono emancipate! E a me, giovane uomo di oggi, non me ne frega nulla se davanti a me ho un uomo o una donna: è la persona che conta con i suoi meriti!

E’ il merito che porta avanti una persona e non “il perché è un uomo” o “perché è una donna”.

Consigli di lettura: Le figlie di Riina sui SocialIl consumismo e lo sciopero di Amazon e Lillo Zucchetto: da Sutera agli agrumeti di Ciaculli

Pietro Alongi

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *