Paolino Alongi, lo zio soldato partito per la Russia e mai tornato

Il 4 Novembre è il giorno dell’Unità nazionale ed è la Giornata delle Forze Armate. Ognuno di noi ha un legame con la guerra. Per me è lo zio Paolino Alongi, fratello di mio nonno paterno. Lo zio Paolino, da Sutera, il nostro paesino in provincia di Caltanissetta, è partito per Verona, lì è diventato un artigliere del Regio Esercito.



Lo zio Paolino faceva parte dell’Ottavo Reggimento della Pasubio: la sfortunata divisione mandata in Russia senza i giusti equipaggiamenti. Ha preso parte alla Seconda Guerra Mondiale combattendo la tanto famosa quanto triste Campagna di Russia in cui hanno perso la vita tanti soldati. Non è più tornato da lì, non sappiamo se è morto ammazzato da un soldato o se è morto per il freddo. E’ uno dei tanti dispersi, non abbiamo nemmeno la piastrina di riconoscimento.

Voglio ricordarlo con una tenera lettera mandata alla sua mamma e che io ho ritrovato in uno scatolone dei ricordi nella nostra casa di Sutera.

“Verona, 13-4-‘42

Carissima Mamma,

Ricevetti la sua da me tanto desiderata cartolina la quale mi comunicava il perfetto stato della sua perfetta salute, come di mio papà, sorella e fratello.

Io posso comunicarvi dalla parte mia che sto bene e me la passo bene.

Vi faccio sapere che ricevetti il pacco che mi avete spedito, grazie tante, ma vi dico che non ho trovato niente di bello, quasi perché è stato tanto in viaggio ed il pane con la farina delle altre cose si è ammuffito tutto e così si è trovato come un palmo di barba.

Ma non statevi a preoccuparvi, penso lo stesso di aver trovato tutto in perfetto ordine, così vi dico di non farne altri.

Son contento che la campagna si rimette benino e che il tempo non è tanto sfavorevole. E le fave verdi sono incominciate a vedersi? Vi faccio presente di mangiarvene tutti assieme una buona frittata per me che ormai ci ho perduto il palato.

Termino Mamma, tante belle cose e tanti forti bacioni a tutti in famiglia.

Vostro figlio Paolino”

In foto lo Zio Paolino Alongi è il soldato in piedi col mitra in mano, accanto a lui un amico.

Potete leggere un’altra tenera lettera in cui la Zia Paolina, ancora in vita, ultra novantenne trasferitasi a Londra, gli scrive con molto amore ai tempi della guerra: Tanti auguri zia Paolina!

Pietro Alongi

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Una risposta

  1. Mary ha detto:

    Davvero toccante! Complimenti Pietro!

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